Sindrome da ulcera gastrica equina: studio valuta efficacia di un estratto di Griffonia Simplicifolia e Olea Europea

Studio preliminare condotto in Italia fornisce i primi dati sull’efficacia di un’integrazione alimentare mirata alla risoluzione della problematica.

Pubblicato il
, diFederico Scorza

La sindrome dell’ulcera gastrica equina (EGUS) è una malattia diffusa in tutto il mondo, riscontrata soprattutto nei cavalli da corsa, sebbene possa colpire diverse categorie di animali con diversa prevalenza. Recentemente sono state riconosciute due diverse patologie, la prima a carico della mucosa squamosa (Equine Squamous Gastric Disease, ESGD) e l’altra della mucosa ghiandolare (Equine Glandular Gastric Disease, EGGD), con diversa fisiopatologia, fattori di rischio e gestione.

Uno studio coordinato da Sara Busechian e da Alessandro Gramenzi, rispettivamente del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Perugia e di Teramo, ha valutato l’efficacia della somministrazione di un mangime complementare per il controllo della sindrome dell’ulcera gastrica equina (EGUS).

Stato dell’arte della ricerca

La sindrome dell’ulcera gastrica equina (EGUS) è una patologia multifattoriale caratterizzata dalla presenza di lesioni erosive e ulcerative della mucosa gastrica. Recentemente, EGUS è stata suddivisa in due diverse malattie: malattia gastrica squamosa equina (ESGD) e malattia gastrica ghiandolare equina (EGGD) in relazione alla posizione delle ulcere nella porzione squamosa o ghiandolare dello stomaco, rispettivamente. La prevalenza varia a seconda della razza e del livello di formazione ed è stata riscontrata una diversa incidenza tra ESGD e EGGD. Tutte le età e le razze sono suscettibili all’EGUS, tuttavia fattori come la dieta e la gestione svolgono un ruolo fondamentale nella formazione e nel mantenimento dell’ulcera.

La prevalenza più alta si riscontra nei cavalli sportivi, con percentuali che superano anche il 90% nei purosangue e con picchi fino al 100% in piena attività. Oltre all’esercizio fisico intenso e alle competizioni, i fattori di rischio includono l’alimentazione e lo stress. I segni clinici riportati sembrano essere vari e aspecifici e comprendono non solo anoressia o disoressia, scarso punteggio di condizione corporea e perdita di peso, diarrea cronica, pelo opaco e ispido, bruxismo, cambiamenti comportamentali (inclusi aggressività e nervosismo) ma anche prestazioni ridotte. Il trattamento si basa sul mantenimento di un pH gastrico superiore a 4 per consentire alla mucosa di avviare i processi riparativi

Ad oggi, la principale strategia di trattamento delle due diverse patologie, la prima a carico della mucosa squamosa (ESGD) e l’altra della mucosa ghiandolare (EGGD) prevede la terapia acido-soppressiva con omeprazolo, spesso associato a sucralfato; tuttavia la totale sicurezza e l’assenza di effetti collaterali di questo trattamento sono state recentemente messe in discussione. Questi trattamenti comportano diversi inconvenienti: sono costosi e richiedono una prescrizione veterinaria, se interrotti possono portare a ricadute, e se somministrati per periodi prolungati possono aumentare eccessivamente il pH gastrico, portando così ad una digestione inadeguata. Inoltre, i prodotti farmaceutici a base di omeprazolo non sono ammessi in alcune competizioni. 

Per questo motivo è cresciuto l’interesse a valutare valide alternative basate sull’utilizzo di mangimi complementari e così un numero crescente di studi ha indagato sull’uso di mangimi complementari per gestire questi problemi di salute.

Lo studio italiano

Lo studio è stato condotto in collaborazione con l’Università degli Studi di Teramo e l’Università degli Studi di Perugia e autorizzato dal Comitato Etico dell’Università degli Studi di Teramo (CEISA).

Lo scopo dello studio è stato quello di indagare l’uso di un nuovo integratore alimentare commerciale (Gastro Horse Relax, NBF Lanes, Milano, Italia) per la gestione delle ulcere gastriche nei Quarter Horse.

L’integratore alimentare suddetto, introdotto nella dieta, è un prodotto contenente estratti di Griffonia Simplicifolia e Olea Europaea associati ad altri componenti nutraceutici.

La Griffonia Simplicifolia è una pianta africana i cui semi sono ricchi di 5-idrossi-l-triptofano (5-HTP), precursore della serotonina (5-HT). Questa è una monoammina che ha un ruolo come neurotrasmettitore nel sistema nervoso centrale, compreso un ruolo nel controllo dell’umore e della memoria. Il suo esaurimento è responsabile di ansia, depressione, schizofrenia, ecc., ma la somministrazione di 5-HTP per via orale aumenta le concentrazioni di 5-HP nel sistema nervoso centrale. Nella medicina umana, questa pianta viene utilizzata con successo per trattare l’emicrania, la depressione, l’ansia, la perdita di peso e l’insonnia.

Olea Europaea è un albero da frutto utilizzato principalmente per scopi nutrizionali. In fitoterapia viene utilizzato per prevenire il diabete, le malattie cardiovascolari, il cancro e la malaria. Frutti e foglie, ricchi di polifenoli, soprattutto oleuropeina e idrossitirosolo, hanno vari effetti, ad es. antiossidante, ipoglicemizzante, antitumorale, ipotensivo, ecc. Sulle patologie gastriche gli estratti di Olea Europaea, sia dai frutti che dalle foglie, hanno dimostrato un effetto positivo, con riduzione dell’acidità del contenuto dello stomaco e la prevenzione dello sviluppo di gastrite e ulcere gastriche nei ratti. Inoltre, gli estratti delle foglie hanno la capacità di bloccare i canali del calcio, riducendo la secrezione di istamina e la produzione di acido gastrico.

Sono stati arruolati sedici cavalli, di età compresa tra 3 e 16 anni, tutti utilizzati per l’allenamento Reining o Performance. La maggioranza dei cavalli erano Quarter Horses, i rimanenti erano Paint, meticci, Purosangue, Appaloosa e Sella Italiano. Di questi, il 38% erano castroni, il 6% maschi e il 56% femmine.

L’integratore alimentare è stato aggiunto alla dieta standard dei cavalli per 28 giorni ed è stata mantenuta la medesima gestione quotidiana dell’animale. In questo periodo, i proprietari hanno riportato un miglioramento dell’atteggiamento e della disponibilità al lavoro, in alcuni casi anche un comportamento più calmo. Questi miglioramenti sono coerenti con i risultati di altri studi: prestazioni ridotte e cambiamenti comportamentali possono essere causati dalla presenza di malattie gastriche e un miglioramento del comportamento del cavallo potrebbe essere correlato a una diminuzione del disagio.

Al termine di questo periodo si è eseguito un esame fisico completo, si è verificato il peso ed è stata fatta un’endoscopia di controllo. E’ stata valutata infine la differenza tra il grado per ESGD, la presenza di EGGD e la stima del peso prima e dopo il trattamento.

Conclusioni

L’integratore alimentare oggetto di studio non ha portato alla risoluzione o al miglioramento delle lesioni gastriche nel gruppo di cavalli valutato. Tuttavia, ciò può essere correlato al numero ridotto di animali indagati e alla grande variabilità del punteggio all’inclusione, con la presenza di lesioni di alto grado. 

Il risultato positivo raggiunto da questa ricerca ha rivelato un cambiamento nell’aspetto della mucosa, con una tendenza alla riduzione del numero e delle dimensioni delle lesioni, anche nei casi più gravi.

Ciò suggerisce che 28 giorni di terapia potrebbero non essere sufficienti per ottenere un miglioramento nella maggior parte dei cavalli trattati e che risultati più significativi possono essere ottenuti somministrando il nutraceutico per un periodo più lungo. L’integrazione alimentare ha consentito di migliorare il comportamento degli individui trattati, che sono risultati più rilassati e disposti a lavorare durante le sessioni di allenamento. Questo risultato può essere attribuito all’aumento del rilascio di serotonina dovuto alla presenza dell’estratto di semi di Griffonia Simplicifolia nel nutraceutico.

Questo studio è da considerarsi come uno studio preliminare che merita ulteriori ricerche, anche alla luce sia dell’elevata prevalenza di ESGD e EGGD nei cavalli sia della crescente richiesta di integratori alimentari a supporto dei trattamenti farmacologici.

Reference

S. Busechian et al. Large Animal Review 2023; 29: 155-162

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