Pet: per 9 italiani su 10 contribuiscono al benessere della famiglia

Secondo il sondaggio condotto da SWG, dallo scoppio della pandemia a oggi il 18% degli italiani ha “adottato” un animale da compagnia. Alla luce di questi risultati, Marco Melosi, Presidente dell'associazione Anmvi, sottolinea l'importanza della figura del veterinario.

Pubblicato il
, diCinzia Testa

Il sondaggio SWG: dallo scoppio della pandemia a oggi il 18% degli italiani ha “adottato” un animale da compagnia

Negli ultimi dieci mesi, il 18% degli italiani ha acquistato un animale da compagnia. Ci sta. È l’effetto Covid-19 che ha portato con sé la riduzione dei contatti con gli altri, la necessità di lavorare in smart working. 

Gli animali più gettonati? I cani sono sempre al primo posto sul podio, seguiti dai gatti e, con ampio stacco, da criceti, pesci, rettili. 

«Le motivazioni non sono sempre le stesse», sottolinea Roberto Marchesini, Etologo. «Nel caso degli anziani e dei single, si tratta di un bisogno di compagnia, mentre per i bambini, la spinta arriva dai genitori che vedono nell’animale la soluzione per migliorar il senso dell’accudimento e della responsabilità». 

Il sondaggio SWG

A confermarlo è anche un sondaggio condotto da Federchimica Aisa, Associazione nazionale imprese salute animale, in collaborazione con Swg: per il 90% dei proprietari di cani e di gatti, convivere con un animale domestico è un importante contributo alla salute psicologica e un supporto allo sviluppo dei bambini

Non solo. In un periodo così intenso dal punto di vista delle emozioni com’è stato il 2020, oltre 8 proprietari di pet su dieci si sono sentiti confortati dalla presenza dell’animale.

Attenzione però a non esagerare. Non va bene portare a passeggio i cani con cappottini improponibili, cospargere di profumo il gatto o agghindarlo con fiocchetti. «Ogni essere vivente ha come bisogno fondamentale quello di esprimere la propria natura», chiarisce Marco Melosi, Presidente Anmvi, l’associazione che riunisce i veterinari italiani. 

Comportamenti da evitare

«Molti invece trattano il gatto come se fosse un peluche e il cane alla stregua di un bambino. Questi però non sono atti di amore, ma vere e proprie violenze» Non rimane allora che riprendere ad avere i propri ruoli e le proprie caratteristiche individuali. 

«La pandemia ha contribuito in maniera determinante ad alzare il livello delle attenzioni», continua Melosi. «In questo è fondamentale il veterinario, che ha un ruolo primario per il benessere dell’animale, ma anche dell’uomo che, se il pet sta bene, ha un maggiore benessere psicofisico». 

Anzi, come emerge dal sondaggio, oltre l’87% di chi ha aderito al sondaggio è convinto che la convivenza con il cane o il gatto contribuisca a rafforzare il sistema immunitario e a migliorare la salute fisica. Effetto placebo? Probabilmente no, visto che la validità della pet therapy è comprovata anche da studi clinici, ma di certo, è necessario imporre dei limiti nella convivenza. 

«Ci vogliono delle regole», aggiunge Melosi. «Intanto, l’animale deve essere fin da subito controllato, vaccinato, svermato e quindi sottoposto a visite regolari, evitando il fai-da-te che anche nel caso degli animali, come accade per noi, può causare più danni che benefici. 

Inoltre, e questo vale in particolare per i cani, vanno rispettati degli aspetti igienico-sanitari: ricordiamoci sempre, ad esempio, che il cane può veicolare dall’esterno parassiti anche pericolosi per la salute umana, come le zecche».

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