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Perché il cane piange? Significato e rimedi

In questo articolo

Come per gli umani, il pianto per i cani è modo per comunicare le proprie emozioni. Quali sono le cause scatenanti del loro lamento? E come aiutarli a stare meglio?

Il pianto è uno dei tanti modi con cui il cane comunica le sue emozioni. Per lamentarsi emette una vasta gamma di suoni: piagnucola, uggiola, ulula, guaisce in risposta a stimoli di vario tipo, che vanno dall’ansia al disagio, dalla frenesia del calore alla rabbia o alla paura, oppure al dolore. Questo atteggiamento può presentarsi nell’interazione con gli altri cani, con l’essere umano che vive con lui o nell’incontro con persone estranee.

Al di là del singolo episodio che provoca un pianto momentaneo, per alcuni cani i lamenti si possono protrarre per lunghi periodi o diventare una fastidiosa abitudine. Il cane può piangere di notte, oppure di giorno quando è solo in casa o in giardino. Oppure quando il cane vede il padrone di ritorno dal lavoro o da una commissione uggiola e piange con lamenti e piagnucolii che durano a lungo e sembrano non placarsi mai. 

La convivenza con un animale che piange molto spesso e per molto tempo può diventare difficile, perché, alla preoccupazione per il benessere dell’animale, si aggiungono tensioni e disagi sia per le persone che abitano con il cane sia per quelli che vivono vicino o nello stesso condominio. 

In questi casi, il veterinario può aiutare a capire quali sono i motivi per cui un cane adulto o cucciolo comincia improvvisamente a piangere senza un motivo apparente e può suggerire i rimedi appropriati o la terapia giusta. È importante ricordare infatti che il pianto può essere causato anche dal dolore o da uno stato malessere. 

Un buon addestramento può aiutare

Alcuni cani piagnucolano eccessivamente quando interagiscono con gli altri cani e persino con le persone. In genere in questi casi adottano una postura sottomessa, con la testa bassa, il corpo abbassato, la coda rimboccata, lo sguardo distolto, oppure rotolati sulla schiena con la pancia esposta. Questo è un comportamento normale quando i cani percepiscono una minaccia o un’aggressione nei loro confronti. È una dichiarazione di sottomissione e di inferiorità rispetto all’altro. Se si verifica sempre nell’incontro con i suoi simili o con le persone estranee, può essere utile un addestramento specifico per dare sicurezza al cane e rafforzare la sua fiducia in se stesso.

Altri cani hanno l’abitudine di piangere per attirare l’attenzione del padrone, e ottenere, di conseguenza, cibo, coccole, ricompense o oggetti desiderati. È la ragione per cui, nella maggior parte dei casi, piangono durante la notte. Questo comportamento può diventare un’abitudine consolidata se i proprietari sono soliti premiare lo stratagemma, cioè se il cane piangendo ottiene quello che desidera. Prendere in braccio il cane per consolarlo quando è “in lacrime”, per esempio, è una forma di ricompensa che rafforza il comportamento sbagliato e fa sì che si ripeta. Ignorare questo tipo di piagnucolii e lasciar calmare il cane prima di accarezzarlo o dargli attenzione può aiutare a spezzare il circolo vizioso. 

Talvolta, per alcuni animali, si trasforma in pianto anche l’eccitazione per i saluti. Ogni commiato e ogni ricongiungimento, anche dopo poche ore di separazione, si trasforma in una lunga cerimonia accompagnata da guaiti e lamenti. Sgridarlo o punirlo per questo non fa ottenere risultati, anche perché il cane potrebbe non avere controllo su questa reazione. In questi casi si può provare ad addestrare il cane a eseguire un compito, come sedersi od offrire la zampa al momento dei saluti, incanalando la gioia e l’eccitazione in un’azione gradita e ricompensata.

Un’altra situazione in cui il cane potrebbe piangere è quando si utilizza il trasportino o il kennel (la gabbia). Questi strumenti di “contenimento” sono utili per trasportare il cane in macchina, o per trattenerlo in posti dove potrebbe non essere il benvenuto a correre liberamente, oppure per tenerlo al sicuro ed evitare che faccia danni o che si ferisca quando è cucciolo. Inoltre, possono essere usati anche per farlo calmare nei momenti di ansia e stress. L’addestramento paziente all’utilizzo del trasportino può far sì che il cane possa sentirsi al sicuro e tranquillo dentro la gabbia. Se è abituato a trascorrere del tempo nel kennel ogni giorno per i pasti o per il sonno, si sentirà più a suo agio nel tornarci quando sta accadendo qualcosa che lo spaventa o lo turba.

Lo stress della solitudine e della separazione

Un’altra causa del pianto è l’incapacità del cane di gestire l’assenza del padrone o la solitudine. Alcuni cani, infatti, quando vengono lasciati soli in casa piangono e abbaiano ininterrottamente, e nei casi più gravi mostrano anche i segni di un vero e proprio stato d’ansia o di depressione. Il cane può dimostrare il disagio in vari modi:
• piange, mugola e ulula
• graffia le porte o le finestre, oppure scava sotto il recinto del giardino tentando di raggiungere il proprietario
• mastica e rosicchia cuscini e mobili
• rovescia e rompe oggetti, fruga nella spazzatura
• sporca l’ambiente con urina e feci.

Questo tipo di comportamento può essere determinato da una serie di fattori, come il fatto che il cane non sia stato abituato a restare solo fin da cucciolo, oppure abbia subito la separazione traumatica da un compagno, umano o animale, a causa di un lutto o di un trasferimento, o dell’abbandono troppo precoce della cucciolata. Anche l’età può far subentrare questo tipo di stress e può capitare che un cane anziano manifesti all’improvviso l’ansia quando non è in compagnia.

In alcuni casi, può dipendere dall’ambiente: un trasloco oppure un nuovo cantiere vicino a casa che produce rumori fastidiosi o insoliti possono scatenare l’ansia, che il cane esprime con questi comportamenti. Allo stesso modo, un cane adottato dopo che è stato abbandonato può sviluppare ansia e angoscia quando il suo nuovo padrone è assente.

L’ansia da separazione e il disagio da isolamento sono condizioni difficili da affrontare sia per il cane sia per il proprietario. Chiamare il veterinario per una visita è fondamentale innanzitutto per valutare le condizioni di salute dell’animale e per intraprendere, se necessario, un percorso di terapia comportamentale, alla quale possono essere affiancati farmaci o prodotti, a base per esempio di magnesio, per favorire il benessere e la serenità dell’animale.

Non esiste, però, alcun rimedio immediato: ci vuole tempo, a volte mesi, e tanta pazienza.

Un buon inizio è incoraggiare il cane a trascorrere del tempo da solo anche quando in casa c’è gente e abituarlo progressivamente all’assenza del padrone o a restare da solo in casa. Può essere utile procurargli un gioco per passare il tempo o un osso da rosicchiare nella sua cuccia, mentre il padrone è in un’altra stanza. Le attività all’aperto e l’esercizio fisico costante sono un altro fattore che aiuta mantenere alto l’umore e a rassicurare il cane, rinforzando il rapporto uomo/animale: si può portare l’animale a fare una lunga passeggiata o dedicargli tempo per giocare subito prima di lasciarlo da solo.

Referenze

Ando I, Karasawa K, Yokota S, Shioya T, Matsuda H, Tanaka A. Analysis of serum magnesium ions in dogs exposed to external stress: A pilot study. Open Vet J. 2017;7(4):367-374. doi: 10.4314/ovj.v7i4.13. Epub 2017 Dec 24. PMID: 29392116; PMCID: PMC5768924.

Schwartz S. Separation anxiety syndrome in dogs and cats. J Am Vet Med Assoc. 2003 Jun 1;222(11):1526-32. doi: 10.2460/javma.2003.222.1526. PMID: 12784957.

Cornell University. College of veterinary medicine. Anxious behavior: How to help your dog cope with unsettling situations. https://www.vet.cornell.edu/departments-centers-and-institutes/riney-canine-health-center/canine-health-information/anxious-behavior-how-help-your-dog-cope-unsettling-situations

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