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Comunicazione 
del Cane

Perché il cane abbaia

In questo articolo

Abbaiare per il cane è un mezzo di comunicazione, e alcuni sono più “chiacchierini” di altri. Ma perché a volte il cane abbaia in maniera eccessiva e come farlo smettere?

Il cane scodinzola, ci fa le feste cercando il contatto con noi con le zampe, ci lecca, ci corre incontro e intorno. A volte abbaia per salutarci quando ce ne andiamo o quando ci accoglie. Sono tanti i segnali del corpo con cui il nostro cane comunica, ed è spontaneo pensare che davvero “gli manchi solo la parola”. Naturalmente, il cane non comunica solo gioia, ma anche allerta, preoccupazione, dolore, paura, agitazione: il segnale che più ci mette in allarme è sentirlo abbaiare “senza motivo”.  L’abbaiare dei cani, a tutte le ore del giorno e della notte, può diventare un grosso problema, specialmente se si vive in un condominio. Non sono rari i casi in cui il cane che disturba porta addirittura a una denuncia o problemi con la legge. In realtà, se il cane abbaia continuamente c’è sempre una ragione, anche se non riusciamo a coglierla e, magari, la percepiamo solo come un disturbo, un rumore molesto per noi, i vicini di casa o i passanti.

Capirlo però è necessario, anche per tranquillizzare il quattrozampe e farlo smettere se è la manifestazione di un disagio che poi, inevitabilmente, si rovescia anche su noi e gli altri. Perciò è importante ascoltarlo con attenzione, facendo caso al tono, al numero di volte in cui abbaia, alla durata e anche alla postura e ad altri segnali corporei. A volte, se il cane abbaia in continuazione senza motivo apparente, potrebbe avere un problema di salute che causa disagio o dolore. Un controllo dal veterinario non è mai superfluo.

Abbaiare per il cane è un mezzo di comunicazione, e alcuni sono più “chiacchierini” di altri. Ci sono effettivamente razze che tendono per natura ad abbaiare di più, come quelle dei cani allevati per la caccia o per la guardia, Jack Russell, Yorkshire o Boxer. Ognuno conosce il proprio cane e sa qual è la sua normale condotta. E quindi sa cogliere quando l’animale abbaia in maniera eccessiva e mette in atto un comportamento anomalo. Ma quali sono le cause (e i modi) per i quali (e con i quali) un cane può abbaiare? E cosa fare per farlo smettere?

Le cause 

Tra le ragioni positive per le quali il nostro cane abbaia – con un tono più alto del solito, a ripetizione, a volte con qualche guaito, girando in tondo o attorno a voi – c’è la felicità. Il cane è contento quando il suo migliore amico torna a casa dal lavoro o quando suona il campanello. Può essere eccitato anche quando arrivano o se ne vanno gli ospiti. Un altro motivo gioioso è il gioco, con il padrone, ma anche con un altro cane: il nostro quattrozampe emette latrati in serie e agita freneticamente la coda, facendo scatti e finte per incitare l’altro cane a giocare.

In questi casi, un po’ di felicità manifestata ad alta “voce” ci sta. Per evitare che persista, salutate il cane rapidamente, ma non indugiate e non parlategli troppo perché sarebbe per lui un incoraggiamento ad abbaiare. Se continua, ignoratelo. Potreste insegnare al cane ad “andare a cuccia” dopo il saluto, ricompensandolo quando ha smesso di abbaiare. Se abbaia quando sente il campanello, allo stesso modo insegnategli a restare dov’è e chiedete agli ospiti di ignorarlo e non accarezzarlo o premiarlo in altro modo perché ha abbaiato al loro arrivo.

Abbaiare è anche un modo per attirare l’attenzione: per esempio, quando vuole uscire e si piazza davanti alla porta o se stiamo parlando con qualcuno e abbaia per essere preso in considerazione. A volte il cane abbaia quando vuole ottenere qualcosa e in passato abbaiando casualmente l’ha ottenuta. In questi casi l’animale abbaia in modo normale, per quattro-cinque volte, facendo una pausa e poi abbaiando di nuovo per quattro-cinque volte, magari fissando il padrone con aria interrogativa e/o impaziente.  

Un’altra situazione tipica nella quale i cani abbaiano è quando si annoiano o si sentono soli, sono stressati o frustrati oppure quando si aspettavano qualcosa – uscire, mangiare ecc. – e vengono delusi. Il cane potrebbe abbaiare per chiedere cibo quando la famiglia è a tavola. In questi casi, abbaia a lungo, in modo monotono, con un tono più basso del normale e magari chiudendo con un ululato. In genere il cane sta fermo, ma potrebbe anche grattare, girare in tondo, camminare avanti e indietro. 

Ci sono poi azioni del padrone che creano aspettative: per esempio, prendere le chiavi prima di uscire per portarlo fuori per la passeggiata. Oppure il cane può abbaiare di notte se vede la luna o sente rumori che non riconosce. Il cane abbaia e ringhia in modo forte e deciso quando si sente in pericolo, minacciato da estranei o da animali, per esempio i gatti entrati nel suo territorio, come un giardino privato, e spesso prima di cominciare ad abbaiare ha già manifestato paura, con la postura rivolta in avanti, verso ciò che lo minaccia. Il cane arrabbiato può anche fare balzi in avanti e mordere, perché cerca di spaventare persone o animali prima di arrivare allo scontro, cercando di proteggere se stesso, il suo padrone o il suo territorio. Se il cane abbaia molto forte, ringhia e morde potrebbe essere necessario un intervento professionale per gestire il suo comportamento.

La paura può spingere il cane ad abbaiare in modo squillante, simile a quello causato dall’eccitazione, ma più prolungato. Il cane tende ad andare indietro, come per allontanarsi da ciò che lo spaventa, può essere molto agitato, camminare in lungo e in largo e grattare le porte. La paura non va ignorata e in questi casi è importante non punire il cane, ma cercare di allontanarlo da ciò che la causa, farlo sedere e accarezzarlo, così da calmare la sua ansia. Meglio non dargli una ricompensa per consolarlo, perché potrebbe concludere che è un premio per aver abbaiato. L’addestramento, e in alcuni casi la consulenza di un veterinario comportamentalista, possono essere indispensabili una volta identificata la ragione. 

Una situazione problematica, perché non di rado causa di dissidi con vicini di casa, è quella del cane che abbaia quando è lasciato solo: la causa è lo stress. Bisogna cercare di lasciare il cane da solo per periodi più brevi o trovare un gioco che lo aiuti a combattere la noia – come tappeti interattivi o olfattivi, lasciargli dei masticativi o la tv accesa. O, ancora, farlo passeggiare e giocare prima di lasciarlo solo così da “stancarlo” e indurlo a dormire in vostra assenza. Ed evitare rituali precisi che gli facciano capire che starete via per parecchie ore. Ci sono anche diffusori che rilasciano feromoni inodori che hanno effetto calmante e antistress.  

Per prevenire l’ansia da separazione, può essere utile per il cane apprendere, gradualmente fin da cucciolo, a rimanere da solo sempre più a lungo, anche con l’utilizzo di un trasportino che venga associato a un posto sicuro. Se il problema si è già manifestato, è meglio ricorrere al veterinario, che può consigliare diverse strategie e in alcuni casi la somministrazione di prodotti per favorire il benessere e la serenità dell’animale, a base per esempio di griffonia. 

I rimedi

Ci sono molti prodotti sul mercato per dissuadere il cane dall’abbaiare, compresi i calmanti che possono aiutare a ridurre l’ansia. Ci sono anche dissuasori ad ultrasuoni che emettono un suono che i cani trovano sgradevole e che li scoraggia dall’abbaiare, o collari con spruzzi o vibrazioni, che però, di nuovo, non sono rimedi definitivi e devono essere necessariamente accompagnati dall’addestramento o da altre strategie. Senza contare che la sensazione sgradevole prodotta da questi dispositivi può peggiorare lo stress del cane. In ogni caso, se la ragione per la quale il cane abbaia non si chiarisce o non si riesce comunque a contenerla, è bene chiedere la consulenza di un veterinario o un comportamentalista per trovare una soluzione più sana e duratura.

Referenze

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Yamauchi, Haruka and Okamoto, Kazuya and Nishisue, Koji and Koyama, Satoshi and Satoh, Toshiyuki and Tsushima, Mikako and Irimajiri, Mami, Factors Correlating with Dog Barking Towards Various Stimuli and Circumstances. Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=4349321 or http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.4349321

Journal of Veterinary Behavior
Volume 50, April 2022, Pages 46-52
David J. Menor-Campos, Joanne M. Williams, Angelo Gazzano, Chiara Mariti
Student veterinarians’ ability to recognize behavioral signs of stress in dogs

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