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Microbiota ematico nel cane, potenziale marker di disbiosi

Microbiota ematico nel cane, potenziale marker di disbiosi

Uno studio condotto all’Università di Udine e pubblicato sulla rivista Veterinary Science attesta per la prima volta l’esistenza, nel cane sano, di una popolazione microbica a livello ematico, di probabile derivazione intestinale. Confermati gli effetti della dieta sulla composizione dell’ecosistema microbico

Le evidenze attestano che, sia nell’uomo sia negli animali, le comunità microbiche che albergano a livello intestinale condizionano diverse attività dell’organismo, che vanno dalla regolazione del metabolismo alla protezione dai patogeni, dalla modulazione del sistema immunitario allo svolgimento corretto di molteplici funzioni fisiologiche. Come nell’uomo, anche nel cane le moderne tecnologie di sequenziamento hanno messo in evidenza l’elevata variabilità individuale della popolazione microbica intestinale, ma si ritiene che alcune specie chiave rappresentino una sorta di core community batterica che presenta una certa stabilità nel tempo e che caratterizza il fingerprint batterico, l’impronta digitale del microbiota, specifica per ogni individuo

Se però il microbiota umano può essere classificato in base all’enterotipo, cioè in base alla prevalenza di una specie batterica, questa caratterizzazione non è ancora stata applicata al cane. Si tratta comunque di un dato essenziale per identificare i casi di disbiosi. Scarseggiano i dati anche su un ulteriore risvolto del tema, riguardante la presenza di un eventuale microbiota ematico. Considerato tradizionalmente un ambiente sterile, sembra infatti che anche il sangue ospiti un ecosistema microbico, fatto di microrganismi in buona parte provenienti dal tratto gastrointestinale, ma anche d’origine orale e cutanea. L’ipotesi è che si tratti di batteri dormienti o nella fase L.

Partendo da queste basi, uno studio condotto all’Università di Udine su cani sani si è proposto tre obiettivi principali: confermare i risultati di una ricerca precedente sul ruolo della dieta sull’assetto del microbiota fecale, indagare l’eventuale presenza di un microbiota ematico, verificare il suo potenziale rapporto con il microbiota fecale.

Confermata la presenza di un microbiota ematico

Pubblicato sulla rivista Veterinary Science, lo studio italiano ha coinvolto 36 cani sani (20 femmine e 16 maschi) adulti di taglia medio-piccola e di età compresa tra i 2 e i 10 anni. Divisi in tre gruppi in base alla dieta consumata regolarmente da almeno tre mesi: una dieta a base di cibo commerciale secco estruso, una dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food) a base di carne cruda e una dieta casalinga. Per ogni cane sono stati raccolti nel medesimo giorno un prelievo ematico e un campione di feci.

Le analisi hanno dimostrato la presenza di un microbiota ematico che, nonostante una quantità di batteri decisamente inferiore, presenta diverse affinità con il microbiota intestinale, condividendone 9 phyla, 19 famiglie e 13 generi. In termini di phylum, il microbiota ematico e quello intestinale condividevano Actinobacteria, Bacteroidetes, Firmicutes, Fusobacteria e Proteobacteria.

Interessante notare che a livello ematico si registravano quantità elevate di Proteobacteria e Actinobacteria in ognuno dei regimi dietetici utilizzati nello studio. Nei campioni ematici, il phylum Fusobacteria risultava significativamente differente tra i cani alimentati con dieta BARF rispetto a quelli alimentati con dieta casalinga, mentre il terzo regime dietetico presentava valori intermedi. Ulteriori differenze correlate alle diete riguardavano anche le famiglie batteriche e i generi, sia nel microbiota intestinale sia in quello ematico.

Dati da valutare nel cane con problemi gastrointestinali

I risultati dello studio confermano quindi che la dieta rappresenta un fattore in grado di modificare l’assetto della popolazione batterica intestinale del cane e attestano per la prima volta l’esistenza di un microbiota ematico nell’animale sano, probabilmente derivato dall’intestino. Come sottolineano gli autori si tratta comunque di dati preliminari, che meritano ulteriori approfondimenti anche nei cani affetti da patologie gastrointestinali

Reference

Scarsella E, Sandri M, Monego SD, Licastro D, Stefanon B. Blood Microbiome: A New Marker of Gut Microbial Population in Dogs?. Vet Sci. 2020;7(4):198. Published 2020 Dec 4. doi:10.3390/vetsci7040198

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