La relazione tra perdita di peso e microbiota fecale in cani obesi

Uno studio recente ha evidenziato effetti benefici della perdita di peso sul microbiota fecale di cani obesi.

Pubblicato il
, diAndrea Torrisi

L’obesità è definita come l’eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell’organismo e deriva da uno squilibrio prolungato tra l’aumento di riserve energetiche e la contestuale riduzione del dispendio di energia, spesso associato ad una scarsa attività fisica. Ciò si traduce in un bilancio energetico positivo che può diventare cronico. Diversi studi hanno descritto come nei cani domestici la condizione di obesità sia altamente diffusa in tutto il mondo.

L’eccesso di peso corporeo può comportare numerosi effetti negativi sulla salute, oltre a rappresentare un fattore di rischio per diverse patologie, come disturbi di tipo ortopedico, problematiche cardiovascolari, respiratorie e/o metaboliche, in particolare insulinoresistenza e iperlipidemia. 

Inoltre, è stata evidenziata una correlazione tra obesità e cambiamenti nel microbioma intestinale. Già in uno studio del 2005, condotto su modelli murini, si dimostrava l’influenza che l’obesità può avere nell’indurre cambiamenti nell’abbondanza relativa dei principali gruppi batterici presenti nell’intestino.

A causa della sempre più elevata prevalenza di obesità e dei rischi per la salute ad essa associati, la prevenzione può avere un impatto decisivo sulla salute degli animali domestici. 

Nei casi in cui la prevenzione non sia stata messa in atto e l’animale raggiunga comunque la condizione di obesità dovrebbe essere avviato uno specifico programma di perdita di peso (WLP, Weight Loss Program), in modo da ristabilire il BCS (Body Condition Score) ideale. La WLP si basa su tre pilastri principali: restrizione energetica, attività fisica e dieta ipocalorica. La restrizione energetica per i cani è stabilita in base al peso corporeo ideale stimato (IBW, Ideal Body Weight).

La perdita di peso: una via verso la salute del microbiota

Alcuni studi hanno dimostrato che, nei cani obesi, la perdita di peso può migliorare la qualità della vita e ridurre lo stato infiammatorio, tuttavia, pochi lavori hanno valutato i cambiamenti che la perdita di peso può indurre nel microbiota fecale. Pertanto, lo studio di Macedo et al., ha avuto l’obiettivo di valutare gli effetti del WLP nel microbiota fecale dei cani obesi, facendo un confronto con i cani magri.

Gli Autori hanno arruolato 20 cani di sesso femminile, di diverse razze e di età compresa tra 1 e 9 anni. I cani sono stati equamente suddivisi in tre gruppi:

  • Gruppo dei cani obesi (OG) con BCS 8-9/9;
  • Gruppo dei cani magri (LG) con BCS 5/9;
  • Gruppo dei cani con perdita di peso (WLG), rappresentato da cani OG che avevano perso il 20% del loro peso corporeo.

I risultati dello studio hanno mostrato, innanzitutto, gli effetti della WLP. Questa era in grado di modulare la composizione dei microrganismi presenti nel tratto gastrointestinale: i gruppi WLG e LG avevano, infatti, una composizione microbica con una maggiore biodiversità rispetto al gruppo OG. La frequenza relativa, in termini di taxa batterici, nel microbiota dei cani WLG mostrava valori molto più vicini a quelli dei cani LG rispetto a quelli dei cani OG.

La conferma dell’importanza della perdita di peso

Macedo et al.  hanno confermato l’ipotesi secondo la quale la composizione del microbiota fecale di cani obesi differisca da quella di cani con una BCS ideale. Il programma di perdita di peso utilizzato nello studio ha promossoeffettivi cambiamenti nel microbiota fecale mostrando, così, evidenti correlazioni tra la perdita di peso e migliorie in termini di microbiota, il che si può tradurre facilmente in un miglioramento generale della salute intestinale.

Reference

Macedo HT, Rentas MF, Vendramini THA, Macegoza MV, Amaral AR, Jeremias JT, de Carvalho Balieiro JC, Pfrimer K, Ferriolli E, Pontieri CFF, Brunetto MA. Weight-loss in obese dogs promotes important shifts in fecal microbiota profile to the extent of resembling microbiota of lean dogs. Anim Microbiome. 2022 Jan 6;4(1):6. doi: 10.1186/s42523-021-00160-x.

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