La palatabilità della carne cruda nel cibo per gatti

Uno studio neozelandese pubblicato sulla rivista Animals ha valutato le preferenze che il gatto attribuisce alle varie tipologie di carne cruda utilizzate nella produzione industriale.

Pubblicato il
, diSilvano Marini

I produttori di cibo destinato agli animali da compagnia utilizzano spesso carni che rappresentano gli scarti della grande industria alimentare e che non sono commestibili per l’uomo. Per aumentarne il gradimento vengono in genere utilizzati specifici esaltatori del gusto e quindi ci sono pochi dati riguardanti l’effettiva palatabilità che il pet attribuisce alle singole componenti di carne cruda. 

La palatabilità, intesa come gradevolezza del gusto, rappresenta però un requisito importante del cibo per animali

Prendiamo per esempio il gatto: dal punto di vista nutrizionale si tratta di un predatore sostanzialmente carnivoro, la cui dieta richiede sostanze nutritive come la taurina e l’acido arachidonico e, rispetto alle esigenze del cane, dosi più elevate di arginina e niacina. Il gatto è in grado di distinguere differenze anche minime nella composizione del cibo che gli viene offerto. In genere le sue preferenze vanno agli alimenti con un forte gusto umami, spesso determinato dall’elevata concentrazione di aminoacidi. 

Proprio l’elevata concentrazione di recettori per il gusto acido sulla lingua, rende il gatto capace di distinguere i sapori delle carni di diverse tipologie.

Il gatto, insomma, rappresenta l’animale più adatto per valutare la palatabilità delle singole parti di carne cruda utilizzate come ingredienti nell’industria del cibo per animali da compagnia. 

Ed è appunto sui gatti che è stato condotto uno studio neozelandese pubblicato sulla rivista Animals che aveva l’intento di scoprire se questi animali preferiscono l’agnello o il manzo e se hanno preferenze per alcune parti specifiche dell’una o dell’altra specie.

Ottimi fegato e rognone, meglio l’agnello del manzo

Per valutare la palatabilità delle diverse tipologie di carne cruda normalmente utilizzate nella produzione di cibo per gatti, lo studio ha coinvolto otto gatti che sono stati sottoposti a una serie di test di gradimento riguardanti porzioni di polmone, cuore, rognone, trippa, fegato e carne separata meccanicamente sia di agnello sia di manzo. 

Prima sono state valutate le parti di agnello, poi quelle di manzo e quindi ogni singolo componente di entrambe le specie, in una serie consecutiva di tre esperimenti che hanno comportato più di 40 misurazioni per ogni singolo componente o accoppiata di componenti. 

Al termine dei test di gradimento è risultato che il fegato sia d’agnello sia di manzo è la parte più palatabile per il gatto, a pari merito con il rognone d’agnello, mentre la carne separata meccanicamente di entrambe le specie è risultata la parte meno gradita. 

Riguardo alle preferenze attribuite agli stessi componenti delle due specie, i gatti hanno mostrato di preferire maggiormente le parti di agnello, tranne nel caso del cuore e del fegato che non hanno fatto emergere differenze tra l’agnello e il manzo. 

Un importante filone di ricerca e sviluppo

Se i risultati dello studio neozelandese confermano che i gatti sono in grado di distinguere le differenze in palatabilità delle carni di agnello e di manzo, così come delle loro diverse parti, aggiungono anche qualche dato in più a un ambito del quale non si conosce moltissimo, ma che rappresenta un importante filone di ricerca e sviluppo nel campo della produzione industriale di cibo per gli animali da compagnia. 

La palatabilità, infatti, può determinare il successo o il fallimento di un prodotto. Anche se l’obiettivo principale del pet food è di garantire un’alimentazione equilibrata e bilanciata in tutti i suoi componenti nutrizionali, i proprietari attribuiscono un peso non da poco anche al gradimento che il proprio animale dimostra nei confronti di un determinato prodotto. A maggior ragione quando l’animale in questione è un gatto, e quindi è proverbialmente schizzinoso.

Gli autori stessi del lavoro sottolineano che la pubblicazione su Animals è da considerare una valutazione iniziale, che apre comunque nuovi orizzonti di studi, per esempio riguardanti gli effetti sulla palatabilità della consistenza del cibo o il ricorso a ulteriori parametri come la scelta di un cibo invece di un altro o l’entità del suo consumo.

Fonte

Watson P, Thomas D, Hoggard A, Parker M, Schreurs N. Investigating the Palatability of Lamb and Beef Components Used in the Production of Pet Food for Cats. Animals (Basel). 2020;10(4):558. Published 2020 Mar 27. doi:10.3390/ani10040558

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