Il ruolo dei veterinari nel controllo delle parassitosi che si possono trasmettere all’uomo

I focolai di parassitosi d'origine alimentari sono in aumento. La rivista Research in Veterinary Science sottolinea l'importanza del compito dei veterinari in termine di approccio One Health.

Pubblicato il
, diSilvano Marini

La rivista Research in Veterinary Science dedica un’edizione speciale alle zoonosi determinate dai parassiti che infestano l’acqua e gli alimenti, sottolineando il compito del veterinario in termini di approccio One Health

Come ha drammaticamente evidenziato la pandemia di Sars-CoV-2, le malattie che si possono trasmettere dall’animale all’uomo rappresentano un problema che non si può sottovalutare. Rientrano nell’ambito delle zoonosi anche le parassitosi che si trasmettono attraverso l’acqua e il cibo e a questo tema è stata interamente dedicata una edizione speciale della rivista Research in Veterinary Science. Nell’editoriale di presentazione viene prima di tutto sottolineato che questi parassiti sono presenti sia nei paesi in via di sviluppo sia nelle aree più sviluppate, influenzando negativamente la salute di milioni di persone. Eppure, rispetto ai batteri e ai virus, i parassiti sono spesso sottovalutati come possibili agenti eziologici, probabilmente anche a causa della loro problematica identificazione nelle matrici ambientali e del lungo periodo che trascorre tra l’infezione e le manifestazioni sintomatiche. 

I focolai in aumento e l’approccio One Health

Su base mondiale, i focolai di parassitosi d’origine alimentare sono in crescita ed è stato ipotizzato che a questo aumento abbiano contribuito sia la globalizzazione degli approvvigionamenti alimentari, sia l’incremento dei consumi di frutta fresca e vegetali. Diversi parassiti sono stati infatti individuati negli alimenti pronti al consumo, a indicare che gli attuali processi di igienizzazione non sono sempre adeguati (il focolaio di criptosporidiosi registrato nel 2012 nel Regno Unito, per esempio, è stato attribuito al consumo di insalate pronte). Questi parassiti – spesso caratterizzati da una bassa dose infettante – passano da un ospite all’altro, compreso l’uomo, tramite l’ingestione di mammiferi, pesci o invertebrati infetti, ma anche di acqua e vegetali contaminati (prodotti freschi e frutta), o tramite l’esposizione ambientale. Per la natura zoonotica delle malattie che ne derivano, il controllo e la prevenzione di questo genere di infezioni richiede un approccio One Health che consenta di ridurre il rischio di contagio nell’interfaccia costante tra l’uomo, l’animale (domestico e selvaggio) e l’ambiente. 

Il ruolo dei veterinari nella sicurezza degli alimenti

Gli autori dell’editoriale su Research in Veterinary Science fanno notare che i veterinari interpretano un ruolo significativo nella sicurezza degli alimenti e nel controllo di queste malattie zoonotiche, vigilando sulla possibilità che i parassiti non entrino nella catena alimentare dell’uomo. Si va dalle informazioni sulla prevenzione fornite a chi si occupa di allevamento e ai proprietari di animali da compagnia, all’individuazione del parassita e all’impostazione del trattamento, compresa la gestione dei rischi ambientali legati agli animali, anche non domestici. In alcuni paesi il veterinario, infatti, ha anche il compito di ispezionare i macelli per accertare eventuali rischi. Va poi ricordato che i dati raccolti dai veterinari sono cruciali per la valutazione del rischio e rappresentano la base per le opportune strategie correttive

L’impostazione dell’edizione speciale della rivista

Questa, in sintesi, la presentazione dell’edizione speciale della rivista, che comprende 17 articoli che affrontano i principali parassiti di rilievo zoonotico trasmessi tramite l’acqua e il cibo, con particolare rilievo per i protisti, i cestodi, i trematodi e i nematodi. Ogni capitolo propone gli aspetti più rilevanti del phylum, una panoramica sugli eventuali focolai, le informazioni epidemiologiche di base, le modalità di trasmissione, il ciclo vitale e gli ospiti, aspetti come la patogenesi, la diagnosi e il trattamento delle corrispondenti malattie, le prospettive per il controllo nell’acqua o nella catena alimentare e infine gli auspici degli autori sulle future ricerche e gli studi per tenere sempre più sotto controllo il rischio di trasmissione all’uomo. 

Come sottolinea l’editoriale, gli autori dei capitoli sono esperti di primo piano che non si limitano a presentare una panoramica aggiornata sul tema, ma affrontano anche aspetti recenti e inediti che non si possono trovare sui libri di testo. Anche questo si può quindi considerare un valore aggiunto e un ulteriore stimolo alla lettura.

Reference

Almeria S, Robertson L, Santin M, Why foodborne and waterborne parasites are important for veterinarians. Research in Veterinary Science. Volume 136, 2021,198-199. https://doi.org/10.1016/j.rvsc.2021.02.020.

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