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Enteropatia antibiotico-responsiva nel cane: valutazione clinica e analisi del microbiota

Enteropatia antibiotico-responsiva nel cane: valutazione clinica e analisi del microbiota

Da uno studio multicentrico italiano pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine i risultati prima, durante e dopo il trattamento con tilosina.

Nel cane, in caso di enteropatia d’origine infiammatoria la diarrea cronica rappresenta un sintomo frequente. In base alla risposta clinica, si distinguono un’enteropatia dieto-responsiva (FRE, food‐responsive enteropathy), un’enteropatia immuno-responsiva (IRE, immuno‐responsive enteropathy) e un’enteropatia antibiotico-responsiva (ARE, antibiotic‐responsive enteropathy), che comprende anche il sottogruppo della diarrea sensibile alla tilosina. 

L’enteropatia antibiotico-responsiva coinvolge spesso i cani di grossa taglia, in primis pastori tedeschi e shar‐pei. Il movente primario resta ignoto e, dato che dal punto di vista clinico l’enteropatia antibiotico-responsiva è sovrapponibile alle altre enteropatie croniche, la diagnosi avviene per esclusione, a partire prima di tutto dall’enteropatia dieto-responsiva. 

Tipica è la risposta al trattamento empirico con antibiotici, seguito da una ricaduta a settimane o mesi dopo la sospensione della terapia e da una risposta clinica positiva all’antibioticoterapia a ogni ricaduta.

Il ruolo della disbiosi e l’impatto degli antibiotici sull’assetto del microbiota

In questi anni, le nuove conoscenze sul microbiota hanno messo in luce il ruolo della disbiosi come fattore fondamentale alla base dell’infiammazione intestinale, ma non è ancora stato chiarito se si tratta di una causa o di una conseguenza. Da parte loro, gli antibiotici modificano la composizione del microbiota intestinale riducendone la ricchezza e la diversità tassonomica, contribuendo in questo modo alla disbiosi.

Nel cane, sia il metronidazolo sia la tilosina si utilizzano comunemente nel trattamento delle enteropatie croniche. Nonostante il miglioramento clinico, questo approccio altera l’assetto del microbiota: in apparenza il cambiamento sembra temporaneo, ma le sue dinamiche restano in buona parte ignote, così come le loro correlazioni con la risposta clinica. 

Alla ricerca di risposte a questi quesiti è stata condotta uno studio prospettico italiano, pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine. Il primo obiettivo era di caratterizzare il microbiota intestinale di base e l’andamento clinico di un gruppo di giovani cani adulti con sospetta enteropatia antibiotico-responsiva rispetto a un gruppo di controllo di cani sani sovrapponibili per età e taglia. Un altro obiettivo era di valutare le variazioni nell’assetto del microbiota prima, durante e dopo il trattamento con tilosina, verificando le eventuali differenze nei pastori tedeschi. L’intento, infine, era anche di far emergere se i cambiamenti nel microbiota si associano alle ricadute della diarrea dopo la sospensione della terapia, con un follo up di 120 giorni.  

Dal rischio di falsa diagnosi al ritorno del microbiota alla composizione d’origine

Dallo studio, in sintesi, è emerso che la diarrea si è ripresentata 30 giorni dopo la sospensione della tilosina (T30) in 9 dei 14 cani con sospetta ARE e che nei restanti 5 animali l’andamento clinico non ha confermato l’ipotesi diagnostica nemmeno nei successivi 4 mesi. In termini di composizione del microbiota, prima di iniziare il trattamento con tilosina (T0) è stata notata una differenza in beta-diversità tra i gruppi (Bray Curtis metric P = 0,006) e dopo 30 giorni nel gruppo dei cani con sospetta ARE è emersa una differenza in alfa-diversità (Shannon index P = 0,001, Faith PD P = 0,007).

In pratica, lo studio attesta che bisogna sempre tenere presente l’eventualità di una falsa diagnosi di ARE e conferma l’impatto della tilosina sull’assetto del microbiota dei cani con enteropatia antibiotico-responsiva, anche se il ripristino della composizione d’origine è apparso più rapido del previsto (30 giorni dopo la sospensione dell’antibioticoterapia non c’erano differenze in alfa e beta-diversità rispetto ai valori basali). Nei 9 cani con diagnosi confermata di ARE, la valutazione del microbiota non ha però consentito di individuare un fenotipo metagenomico caratteristico, né sono emerse differenze degne di nota a carico dei pastori tedeschi coinvolti nel lavoro.

Reference

Reference: Bottero E, Ferriani R, Benvenuti E, et al. Clinical evaluation and microbiota analysis in 9 dogs with antibiotic-responsive enteropathy: A prospective comparison study. J Vet Intern Med. 2022;36(4):1220-1228. doi:10.1111/jvim.16443

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